Dal 27 ottobre al Palazzo delle Esposizioni a Roma per la mostra Restituzioni – XX edizione

Letto di Fossa, II-I sec. a.C., Fossa, necropoli in località Casale, Tomba 520, MAN Chieti – DRMN Abruzzo, MANdA Villa Frigerj (Chieti), inv. 207908, Osso con inserti in paste vitree/ a intaglio, Dimensioni: alt. totale cm 105; telaio: lungh. cm 200; largh. cm 65; cilindri: alt. cm 74,5, alt max elementi decorativi: 56,5 cm; fulcra: alt. cm 36

Il letto in osso, restituito da una piccola tomba a camera della longeva necropoli di Fossa, in località Casale (L’Aquila), scavata nel 2000, rappresenta uno dei letti meglio conservati e quasi interamente ricostruibili fra i tanti che l’Abruzzo ha restituito. Il letto faceva parte del corredo di un uomo di 35-40 anni di età, sepolto con una coppia di strigili in ferro e ceramiche di vario tipo. La tomba conteneva anche i resti di una precedente sepoltura femminile, a cui sono fra l’altro associati uno specchio in bronzo, un incensiere e un vago in pasta vitrea, oltre ad alcune forme ceramiche. In base al corredo, la tomba si data al II-I sec. a.C. (D’Ercole V., Copersino M.R. 2003, La necropoli di Fossa IV. L’età ellenistico-romana, Pescara, pp. 240-253). La ricostruzione del letto ha conosciuto diverse fasi sperimentali prima di raggiungere l’aspetto finale (Martellone A. 2014, Tombe a camera con letti in osso della necropoli di Incerulae a Navelli (AQ) nel quadro della produzione abruzzese, in I letti funerari in osso dell’Italia centrale, atti del Seminario di Studi (Roma, 3 luglio 2013), https://bollettinodiarcheologiaonline.beniculturali.it/numero-3-4-anno-v, pp. 27-50).

Nel 2022 il letto è stato selezionato nell’ambito del programma RestituzioniXX edizione, dedicato al restauro del patrimonio d’arte nazionale, promosso e curato da Intesa Sanpaolo in collaborazione con gli Enti pubblici preposti alla tutela.

Per l’occasione i Musei Archeologici Nazionali di Chieti – Direzione regionale Musei nazionali Abruzzo hanno sottoscritto un Protocollo di Intesa con l’Istituto Centrale del Restauro per la consulenza generale sull’intervento conservativo, per l’uso degli spazi e la realizzazione delle indagini diagnostiche. Nell’ambito del protocollo è stato individuato un Ufficio di Direzione dei lavori (Simona Pannuzi, ICR; Valentina Belfiore, MAN-CH/DRMN Abruzzo), e una Direzione operativa (Stefano Ferrari; Antonella Di Giovanni;  Francesca Angelo; Davide Fodaro, ICR). Dell’intervento di restauro è stata incaricata l’RTI Fabrica Conservazione Restauro s.c.p.l. (Alex Sarra, Monica Pastorelli, Emiliano Catalli), che ha fattivamente operato per la restituzione del letto alla sua forma originaria.

A seguito dell’intervento, il letto ha ora acquisito una nuova fisionomia, con fulcra (cuscini) dalla forma più allungata, un telaio a cassa alta, cilindri con diametri leggermente più ampi e una coppia di volti verosimilmente pertinenti al telaio.

Numerosi frammenti di lamelle in osso recuperati dai depositi del Museo di Celano hanno consentito di integrare le parti di rivestimento della struttura del letto. Altre variazioni sono state consentite dalla revisione, ad opera dei restauratori dell’RTI, dei segni di lavorazione riscontrati sulle parti a contatto. Un supporto visivo per la ricostruzione è stato inoltre possibile grazie alla documentazione fotografica recuperata dall’Archivio SABAP per le province dell’Aquila e Teramo.

Il restauro ha permesso di riguadagnare in particolare la composizione di due volti barbati, pertinenti al telaio, con pistrici, leoni ai lati e un delfino sulla fronte, che fanno pensare che l’intero programma decorativo del letto fosse incentrato sulla simbologia dionisiaca ricorrente nei letti funerari ellenistici.

Il letto di Fossa potrà essere ammirato dal 27 ottobre 2025 al 18 gennaio 2026 presso il Palazzo delle Esposizioni a Roma. Da febbraio 2026 il letto farà ritorno nel Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo, Villa Frigerj.