Ministero della Cultura

Area archeologica di Amiternum



Aggiornato il 21.10.2023
Area Archeologica

Introduzione

L’area archeologica di Amiternum, istituita negli anni Settanta, è costituita dalle zone del teatro e dell'anfiteatro con due ingressi distinti, separate dalla viabilità odierna e dal percorso del fiume Aterno. Queste sub-aree rappresentano la parte visibile, oggi, di un organico impianto urbano, sviluppatosi durante diverse fasi storiche ed edilizie ed articolato in spazi funzionali. Dal villaggio italico, situato originariamente sul colle di San Vittorino, si sviluppò l'insediamento posto in pianura dopo l'istituzione della praefectura, in conseguenza della conquista romana della terra sabina, a metà del Ill sec. a.C.. La città si espanse lungo la via Caecilia, secondo un piano urbanistico regolare, in cui si alternavano spazi con edifici pubblici, numerosi templi racchiusi in piazze porticate, grandissime domus adorne di mosaici, pitture parietali e statue. Tra Ill sec. a.C. e IV sec. d.C. Amiternum rappresentò il riferimento politico e amministrativo per la serie di vici sparsi nel territorio, essendo dotata di numerosi "servizi" urbani, come la rete stradale, il foro con curia e basilica, il teatro, l'anfiteatro, i templi, le terme, le strutture di rifornimento e di smaltimento idrico, vasche porticate. La grandiosità della città è testimoniata anche dalla presenza di necropoli lungo la viabilità extraurbana, con monumenti sepolcrali di notevole ricchezza, che hanno restituito importanti rilievi scultorei e finissimi letti in bronzo, rivelatori delle ideologie e dei rituali funerari di età repubblicana e imperiale. II teatro, edificato in una zona periferica della città romana, era lambito dalla via Caecilia che rappresentò l'asse viario generatore della città di Amiternum. Costruito nella metà del I sec. a.C., risulta inserito in un assetto urbano già costituito in età repubblicana con opere di terrazzamento della collina sulla quale sorgevano edifici.È volto a sud-ovest, parzialmente addossato al pendio nella sua parte orientale e in parte edificato su setti murari radiali. Nella spazio retrostante la scena si aprivano diversi ambienti che inducono ad ipotizzare una complessa articolazione di questo comparto, già in periodo precedente alla costruzione del teatro. Nella zona in basso rispetto al muro di terrazzamento, nell'ambito di un progetto di rinnovamento di questo settore urbano, fu realizzata un'ampia gradinata di accesso al teatro, costituita da gradoni in pietra calcarea bianca; tale ingresso monumentale fu porticato con colonne in laterizio in epoca flavia. L'anfiteatro fu progettato ed edificato nel I sec. d.C. nella zona pianeggiante oltre il fiume Aterno. Sono ancora ben riconoscibili l'arena, la galleria anulare immediatamente a ridosso del muro del podio e l'ambulacro esterno, testimoniato dai pilastri che circondano l'intero perimetro dell'edificio. La struttura, realizzata in opera a sacco con cortina laterizia rivestita originariamente con cocciopesto, è caratterizzata dall'asimmetria tra il settore settentrionale, interessato da pesanti interventi di consolidamento, effettuati in epoca antica, che variarono notevolmente volumetrie e percorsi, e il settore meridionale che non presenta opere antiche di restauro. La domus a peristilio nei pressi dell'anfiteatro, la cui epoca di costruzione può essere datata alla fine del I sec. d.C., conserva molti particolari degli alzati portati in luce dagli scavi archeologici degli anni Settanta. L'edificio si struttura attorno ad un'ampia corte rettangolare e presenta ambienti di varie dimensioni, dotati di mosaici e decorati alle pareti con intonaci policromi.

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Vincenzo La Notte

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Frazione San Vittorino - SS80, L'Aquila, 67100 - L'Aquila, Abruzzo, Italy

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