In occasione della Giornata Internazionale della Donna, l’8 marzo 2026 l’Abruzzo celebra il mondo femminile con tre eventi speciali tra Campli, Chieti e Castiglione a Casauria. Un percorso diffuso che intreccia archeologia, storia e memoria, mettendo al centro il ruolo delle donne nell’antichità: principesse, madri, dee e donne comuni che hanno contribuito a costruire l’identità del territorio.

📍 Campli: “La donna nell’antichità”
Al Museo Archeologico Nazionale di Campli, alle ore 16.00, si terrà l’attività tematica “La donna nell’antichità”.
Un percorso guidato alla scoperta della figura femminile nel mondo antico, attraverso reperti e testimonianze che restituiscono voce alle donne del passato.
Costo Attività: 10€ a persona.
Ingresso Museo: gratuito per le donne, intero 5€, ridotto 2€, gratuito U18.
📱 Prenotazione obbligatoria (WhatsApp): +39 338 4425880

📍 Chieti: “Storie di donne, principesse e dee”
Alle ore 16.30, partendo dal Museo Archeologico Nazionale La Civitella, si svolgerà la visita guidata congiunta dei Musei Archeologici di Chieti “Storie di donne, principesse e dee”.
Un itinerario tra mito e storia che esplora l’universo femminile delle antiche popolazioni del territorio teatino.
Costo Attività: 8€ a persona.
Ingresso Museo: gratuito per le donne, intero 5€, ridotto 2€, gratuito U18.
📱 Prenotazione obbligatoria (WhatsApp): +39 339 6762505

📍Casauria: “Mogli, madri e figlie: le iscrizioni raccontano”
La mattina dell’8 marzo, alle ore 10.30, l’Abbazia di San Clemente a Casauria ospiterà “Mogli, madri e figlie: le iscrizioni raccontano”.
Un percorso archeologico alla scoperta delle figure femminili dell’antica Interpromium attraverso ritratti e iscrizioni funerarie.
Costo Attività: 10€ a persona.
Ingresso Abbazia: gratuito per le donne, intero 5€, ridotto 2€, gratuito U18.
📱 Prenotazione obbligatoria (WhatsApp): +39 348 5414627

Un 8 marzo tra cultura e consapevolezza.
I tre appuntamenti, promossi nell’ambito delle attività dei Musei Archeologici Nazionali d’Abruzzo, trasformano la Festa della Donna in un momento di approfondimento culturale e riscoperta storica.
Non solo celebrazione, ma anche conoscenza: perché comprendere il passato significa riconoscere il valore e la complessità del ruolo femminile lungo i secoli.
L’8 marzo 2026 diventa così un viaggio nel tempo, tra reperti, iscrizioni e racconti che restituiscono alle donne dell’antichità il posto che meritano nella storia.