La stirpe dei Guerrieri nella piana di Capestrano: la tomba 9 di Fontanelle

Nell’ambito del ciclo di mostre “Sepolture di Guerrieri” avviato in estate, la Direzione regionale Musei Abruzzo espone nel Museo di Villa Frigerj un corredo finora rimasto nell’ombra dei depositi, che potrà essere visitato nel salone del museo fino alla fine del mese di ottobre.

L’insieme di reperti proviene da una tomba a fossa nella necropoli di Fontanelle di Capestrano, la stessa che ha restituito il noto Guerriero. Nella fossa erano due sepolture, una delle quali è di un neonato. Contrariamente a quanto immagineremmo e a quanto è testimoniato anche nell’uso antico, il piccolo (un maschio o forse anche una femmina) non è deposto accanto alla madre, ma piuttosto accanto al padre.

L’insolita sepoltura, che si data all’inizio del III sec. a.C., come tipico del periodo, mostra un corredo più essenziale rispetto alle età precedenti, ma non meno interessante. In particolare, l’arma sguainata al fianco dell’uomo, pronta all’uso, non è una spada italica, ma di tipo celtico. Questo può voler dire che un guerriero celta era entrato a far parte di una comunità vestina? O piuttosto che le armi celtiche erano oggetti esotici o ricercati o persino imitati, forse perché più adatti alle nuove tecniche di combattimento? Non lo sappiamo ancora.

Giovedí 13 ottobre alle ore 16,30 saranno ospiti nel MANdA Villa Frigerj le dott.sse Valeria Acconcia (Istituto Centrale per l’Archeologia) e Ilaria di Sabatino (archeologa libera professionista), per raccontare di questo insolito ritrovamento nel corso degli scavi condotti dall’Università G. d’Annunzio nel 2012.